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Liberostile

Liberostile

Milano. Salone del Mobile 2010.

13 aprile 2010: oggi nasce Liberostile . Dopo un anno di gestazione, dopo un anno di disegni.

Quelli materiali dei tavoli che fanno parte della collezione, ma anche e soprattutto quelli immateriali: i motivi, le ipotesi, le strategie per arrivare, nonostante la consapevolezza di essere gli ultimi, a toccare il cuore di ogni possibile cliente.

Liberostile è l'espressione di un potente desiderio di libertà dai condizionamenti e nasce da una personale visione del mercato dell'arredamento.

Un nuovo marchio concepito in un periodo di grave difficoltà ma forte di idee, innovazione ed entusiasmo, che fa il suo debutto ufficiale al Salone del Mobile 2010.

Li b e r ost i le basa i propri progetti sull'uso di tecnologie e materiali insoliti nel mercato dell'arredamento: nei tavoli la struttura di appoggio dei piani (sempre e rigorosamente in vetro trasparente) è costituita da lastre in acciaio ad elevato spessore tagliate al laser, piegate con presse, ed assemblate con complesse giunzioni meccaniche.

 

Si coniuga l'utilizzo di tecnologie moderne per la realizzazione delle strutture con un trattamento delle superfici rigorosamente manuale ed una cura artigianale nelle fasi di finitura ed assemblaggio; ogni prodotto ha una targhetta identificativa che reca punzonato a mano un numero di serie progressivo.

La sensazione del fruitore sarà quella di un prodotto borderline tra la produzione seriale e quella artigianale, quasi un unicum senza precedenti né successori, sensazione rafforzata dall'utilizzo di dadi a testa cieca e dalle superfici di taglio lasciate volutamente grezze.

Comune denominatore la volontà di realizzare oggetti che in maggiore o minore misura possano essere fruibili in contesti molteplici e molto diversi tra loro transitando dall'ufficio al living per arrivare sino al contract.

Per tale motivo la progettazione di ogni oggetto ha esplorato e risolto in diversi modi il tema della mobilità e della variabilità delle funzioni.

 

Ogni tavolo può variare la propria quota mediante un utensile con poche semplici mosse consentendo all'utente di definire l'uso del proprio tavolo e di modificarlo secondo necessità nel tempo.

Ispirato alle forme architettoniche italiane degli anni '50 Strutturauno è un tavolo disponibile in due dimensioni (2300x900, 1800x800), con piano in vetro da 12 mm e struttura in acciaio spazzolato e nichelato da 8 mm.

Di dichiarata ispirazione Molliniana è un'imponente e laboriosa struttura ricavata curvando una sagoma zoomorfa tagliata da una lastra metallica. Completano il supporto del vetro dieci balestre anch'esse ricurve che trattenute in centro da una piastra e da giunzioni vite/bullone bilanciano il vetro in senso trasversale.

Materiale: acciaio da 8 mm spazzolato e nichelato.

Due le misure disponibili: 2300x1000 e 1800x900 mm.

 

L'altezza complessiva della struttura può essere modificata intervenendo sulla parte inferiore delle gambe con una semplice chiave inglese. Una scala graduata agevola l'allineamento orizzontale del piano.

Unica in legno, Strutturaquattro è costituita da ventinove pannelli in legno compensato da 15 mm impiallacciati in rovere ed equidistanti l'uno dall'altro.

La successione delle tavole, quasi delle isoipse, crea un corpo organico tenuto compatto da quindici tiranti in acciaio e viti a testa piatta.

La dimensione del piano di appoggio, di forma irregolare, è di circa 2300x1000 mm.

Quattro porzioni metalliche scaricate da fori per alleggerirle (dal punto di vista ottico e ponderale).

Un tubo centrale che le impernia.

Ventiquattro bulloni che lo assiemano.

Otto sfere ed altrettante basi per adattarlo alle più diverse esigenze.

Cento millimetri di escursione verticale.

Quattro le dimensioni disponibili: 2300x1000, 1800x800, 1400x1400 e 1500x600 mm.

Questa l'essenza di Strutturacinque.

Sistema modulare di mensole in acciaio verniciato.

Il modulo base è una struttura lineare lunga un metro che può essere accoppiata in verticale ed in orizzontale ad altre simili a comporre un' intera parete. Completano il sistema due moduli angolari (l'uno per angoli positivi, l'altro per angoli negativi). Il sistema di aggancio a muro costituisce anche il tamponamento alle estremità della mensola.

Del Perchè I Tavoli....

Spesso mi sono chiesto come, concependo una nuova azienda, mi sia venuto spontaneo pensare e produrre tavoli e concentrare la mia attenzione pressoché su un unico oggetto nel panorama delle possibilità offertomi dall'arredamento.

 

Non è facile darsi una risposta..verrebbe spontaneo pensare a riferimenti familiari: il tavolo inteso come centro del focolare, punto di aggregazione e discussione; o culturali: supporto per il lavoro, base fisica delle attività creative, o mastello per l'alchimia della cucina.

Credo niente di tutto questo, o magari solo un po' ma soprattutto ciò che mi attrae del tavolo è che è forse l'unica struttura (insieme a qualche libreria) in cui sia coerente fare della geometria, disegnare forme che siano prima di tutto funzioni, tensioni, compressioni di forze....poiché vi è la fortuita possibilità che corpi umani su di esso basino qualche attività, non si può lasciare al caso la progettazione strutturale, e in più tutto è a vista. Non ci è concesso eccedere nel materiale, ma occorre essere eleganti e procedere con rigore: in un letto vi sono le coperte che appunto coprono le gambe e le traverse possono essere grandi quanto si vuole, tanto nessuno ha bisogno di quello spazio là sotto...in un tavolo no...ci si infilano sotto le gambe che devono trovare pochi impedimenti e tanto spazio, e visivamente, pena una digestione pesante, serve purezza ed essenza.

Questo forse il senso della mia ricerca attorno al tavolo.

 

Categorie prodotto: Soggiorni  .   Tavoli  .