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Gio Ponti nacque a Milano nel 1891, e si laureò in architettura al Politecnico
di Milano nel 1921, dopo aver interrotto gli studi a seguito della sua partecipazione
alla prima guerra mondiale. Inizialmente aprì lo studio assieme all’architetto
Emilio Lancia (1926-1933), per poi passare alla collaborazione con gli ingegneri
Antonio Fornaroli ed Eugenio Soncini (1933-1945). Nel 1923 partecipò alla
Biennale di Arti Decorative tenutasi in Monza e successivamente fu coinvolto nella
organizzazione delle varie triennali sempre a Monza e Milano.

L'attività di Ponti negli anni trenta si estende: organizza la quinta triennale
a Milano nel 1933, disegna le scene ed i costumi per il teatro La Scala, ed è
partecipe dell’associazione del Disegno Industriale ADI, essendo tra i sostenitori
del premio “compasso d’oro” promosso dai magazzini La Rinascente.
Riceve tra altro numerosi premi sia nazionali che internazionali e così
ne 1936, quando la sua professionalità è affermata, diventa professore
di ruolo alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, cattedra
che manterrà sino al 1961. Gio Ponti è un designer universale, ha
disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie
teatrali, alle lampade, alle sedie, agli oggetti da cucina, agli interni di famosi
transatlantici. Inizialmente nelle ceramiche il suo disegno riflette la Secessione
viennese e sostiene che decorazione tradizionale e l’arte moderna non sono
incompatibili. Il suo riallacciarsi e l’utilizzare i valori del passato,
trova sostenitori nel regime fascista incline alla salvaguardia dell’identità
italiana e al recupero degli ideali della “romanità” che si
esprimerà poi compiutamente in architettura con il neoclassicismo semplificato
del Piacentini.Negli anni cinquanta, come abbiamo detto lo stile di Ponti si fa
più innovativo e seppur rimane classicheggiante nel secondo palazzo ad
uffici della Montecatini (1951), si esprime pianamente nel suo edificio più
significativo il Grattacielo Pirelli (1955-1958). L'opera è costruita intorno
ad una struttura centrale progettata da Nervi ed è uno grattacieli in cemento
armato più alti del mondo (120 m). L'edificio appare come una slanciata
ed armoniosa lastra di cristallo, che taglia lo spazio architettonico del cielo,
disegnata su un equilibrato Curtain wall ed i cui lati lunghi si restringono in
quasi due linee verticali. Quest’opera anche con il suo carattere di "eccellenza"
appartiene a buon diritto ad una delle maggiori del Movimento Moderno in Italia.